Corte di Giustizia UE, sez. IX, causa C-309/18, 2 maggio 2019

A cura di
Studio Fusinato
 
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Corte di Giustizia UE, sez. IX, causa C-309/18, 2 maggio 2019

 
OGGETTO: appalti pubblici; costi della manodopera; esclusione automatica dell’offerente in caso di mancata indicazione separata; principi della parità di trattamento e di trasparenza.
 
 
Con la sentenza in commento, la Corte di Giustizia dell’UE si è espressa sulla compatibilità con i principi del diritto dell’Unione in materia di appalti pubblici dell’obbligo per l’operatore di indicare separatamente, a pena di esclusione, i costi della manodopera nell’offerta economica.
 
Come noto, l’obbligo di indicazione separata dei costi della manodopera è stato espressamente previsto a pena di esclusione dal legislatore con il nuovo Codice dei contratti pubblici e deriva dal combinato disposto degli artt. 95, comma 10, e 83, comma 9, d.lgs. 50/2016. In particolare, la prima di tali norme prevede che “nell’offerta economica l’operatore deve indicare i propri costi della manodopera” e la seconda esclude la possibilità di ricorrere all’istituto del soccorso istruttorio per regolarizzare elementi afferenti all’offerta economica.
 
Fatta questa doverosa premessa in punto di diritto, si evidenzia che l’intervento in via pregiudiziale della CGUE è stato richiesto nell’ambito di un giudizio originato dall’impugnazione di un’aggiudicazione disposta in favore di un’impresa che non aveva indicato i costi della manodopera in modo separato nell’offerta economica.
 
Più precisamente, ad avviso della ricorrente, seconda classificata, l’impresa aggiudicataria, stante la suddetta mancata indicazione separata, non avrebbe potuto beneficiare della procedura di soccorso istruttorio, come avvenuto nella specie, ma avrebbe dovuto essere esclusa per non aver adempiuto all’obbligo risultante dagli artt. 95, comma 10, e 83, comma 9, d.lgs. 50/2016.
 
Il TAR, investito della controversia, ha ritenuto opportuno che si pronunciasse in via pregiudiziale sulla questione la Corte di Giustizia, in quanto, a suo dire, i principi del diritto dell’UE avrebbero potuto ostare ad una normativa in materia di costi della manodopera come quella italiana, soprattutto laddove la lex specialis di gara non precisi espressamente l’obbligo di indicazione separata e l’impresa si sia attenuta nella redazione dell’offerta a quanto previsto nella documentazione messa a disposizione dalla stazione appaltante.
 
La Corte di Giustizia ha rilevato che, di regola, non può ravvisarsi una violazione dei principi generali della parità di trattamento e di trasparenza quando l’esclusione dell’operatore economico consegue al mancato rispetto da parte di quest’ultimo di un obbligo espressamente previsto a pena di esclusione dal diritto nazionale.
 
L’offerente, infatti, deve sempre essere ragionevolmente informato e adottare un comportamento improntato alla diligenza, con la conseguenza che non può ritenersi illegittima l’esclusione derivante dalla mancata indicazione separata dei costi della manodopera (obbligo previsto a pena di esclusione dalla legge), anche se la lex specialis di gara non richiamava in modo specifico tale dovere. Tale conclusione, inoltre, è rafforzata dalla circostanza che nel bando era presente una disposizione che richiamava le norme del codice dei contratti pubblici per tutto quanto non espressamente disciplinato.
 
Pertanto, secondo la Corte di Giustizia, i principi del diritto UE in materia di appalti pubblici non ostano ad una normativa, come quella italiana, che impone l’esclusione automatica dell’operatore economico, senza possibilità di soccorso istruttorio, nel caso di mancata indicazione separata dei costi della manodopera nell’offerta economica. L’unica ipotesi in cui il soccorso istruttorio potrebbe essere ammissibile si verifica quando la lex specialis non consente materialmente all’operatore di indicare i costi della manodopera in modo separato. 
 
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Corte di Giustizia UE, sez. IX, causa C-309/18, 2 maggio 2019.

Letto 47 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Maggio 2019 16:25