Cass. Civile sez. III, 27 settembre 2018, n. 23174

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Studio Fusinato
Focus di giurisprudenza a cura di C. Loria, L. Cesaro, A. Fusinato

Cass. Civile sez. III, 27 settembre 2018, n. 23174

 
OGGETTO: Responsabilità direttore lavori per evento dannoso nell’esecuzione dell’opera, conseguente al mancato accertamento di difetti delle strutture preesistenti su cui l’opera stessa doveva essere costruita.
 
La sentenza, che si segnala per la sua chiarezza, concerne un appalto privato ma afferma un importante principio generale che, in quanto tale, trova applicazione anche nel campo degli appalti pubblici.
 
Questo il fatto.
 
Nel corso dell’esecuzione dell’appalto, consistente nella realizzazione di un fabbricato, si era verificata una frana su un’area più vasta del fronte di scavo, che aveva determinato la irrealizzabilità dell’opera appaltata.
 
Sia i giudici di merito (Tribunale e Corte di Appello) sia la Corte di Cassazione hanno ritenuto responsabili il geologo (redattore della relazione geologica sui siti preesistenti su cui l’opera doveva sorgere) ed i progettisti.
 
Tale prima conclusione non richiede commenti, essendo pacifico che incombe su detti professionisti l’onere di accertare l’idoneità del sito dei lavori in modo da rendere l’esecuzione dei lavori sicura e l’opera immune da vizi.
 
Ciò che, in linea di principio, assume rilevanza nella sentenza della Suprema Corte è l’affermazione della responsabilità solidale, con i suddetti professionisti, anche del direttore dei lavori, in quanto rientrava tra i suoi doveri il controllo e l’accertamento dell’idoneità dei terreni di fondazione e la rispondenza dello stato dei luoghi a quello previsto nel progetto.
 
Nel corso dei tre gradi di giudizio, la difesa del direttore dei lavori insisteva sulla esclusiva responsabilità del geologo e del progettista, in quanto la vigente normativa non prevede che tra i compiti del direttore dei lavori rientri la revisione critica del progetto e la segnalazione dell’esigenza di effettuare indagini geotecniche; in altri termini, veniva affermato che nella vicenda erano intervenuti vari professionisti, ciascuno in un determinato settore, con conseguente differenziazione dei ruoli da essi svolti (il geologo, il progettista, il direttore dei lavori).
 
La Corte di Cassazione ha disatteso tale impostazione sulla base del principio giuridico sancito dall’art. 1176 del codice civile, secondo cui nell’adempimento di una attività professionale la necessaria e richiesta diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata.
 
Dunque, configurandosi la natura dell’attività professionale svolta dal direttore dei lavori (di norma un ingegnere o un architetto) come attività di alto livello tecnico, presupponente una assai elevata competenza professionale, rientrano tra i suoi doveri anche quelli di verificare (ovviamente per quanto oggettivamente possibile secondo le comuni regole dell’arte) la correttezza e completezza del progetto e, perciò, anche l’idoneità dei luoghi su cui costruire l’opera appaltata.
 
Nel caso di specie, l’inidoneità dei luoghi era oggettivamente rilevabile dal direttore dei lavori, anche perché la relazione geologica era priva dei dati geotecnici necessari, sicché tale lacuna era ictu oculi accertabile.
 
Su tali presupposti risulta ineccepibile la pronunzia della Corte che ha sancito la responsabilità solidale del direttore dei lavori col geologo e col progettista.
 
In termini più generali, che trascendono il caso di specie esaminato, ricordiamo che sovente la giurisprudenza ha sancito anche la responsabilità dell’appaltatore, il quale ha l’obbligo giuridico di segnalare al committente, naturalmente nei limiti della media diligenza professionale connessa al suo ruolo, eventuali errori o carenze progettuali.
 
Ove ciò l’appaltatore faccia è esonerato da responsabilità (salvo il caso di possibili danni a persone o cose e perciò di conseguenze penali, situazione nella quale deve unilateralmente rifiutare la prosecuzione dei lavori); ove, al contrario, ometta tale opera di controllo è civilmente responsabile dei difetti all’opera in solido col progettista e col direttore dei lavori.
 
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Letto 10 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Marzo 2019 08:08