Cassazione Civile, sez. I, 27-4-2017 n. 10460

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 studio fusinato
Studio Fusinato
Focus di giurisprudenza a cura di C. Loria, L. Cesaro, A. Fusinato
Cassazione Civile, sez. I, 27-4-2017 n. 10460
 
OGGETTO: Diritto ad equo compenso per sconvolgimento rapporto tra le categorie di lavoro. Onere immediata iscrizione riserva.
 
La sentenza in argomento ha ad oggetto il caso di una amministrazione che, a seguito di carenze del suo progetto posto a base di gara e poi appaltato, ha ordinato all’impresa appaltatrice, in corso d’opera, la variazione delle quantità delle categorie di lavoro, aumentandone alcune e diminuendone altre (in misura consistente e comunque superiore al 20% delle singole categorie variate), e per tale via arrecandole un sensibile pregiudizio, conseguente l’aumento delle categorie particolarmente difficili e poco remunerative e la diminuzione delle categorie di facile esecuzione e molto remunerative.
 
Senonché l’impresa ha formulato la riserva sul registro di contabilità all’atto dell’emissione dello stato di avanzamento lavori n. 13, mentre i giudici di merito, sia in primo grado sia in appello, avevano accertato che il superamento del 20% delle quantità originarie delle categorie variate per ordine della stazione appaltante aveva avuto luogo all’atto dell’emissione dello stato di avanzamento n. 11, sicché l’impresa era nella piena condizione di percepire in tale momento il pregiudizio subito; avrebbe perciò dovuto formulare la riserva tempestivamente all’atto dell’emissione del SAL n. 11 e, avendolo invece fatto successivamente, soltanto all’atto dell’emissione del SAL n. 13, è incorsa nella decadenza a far valere il suo diritto.
 
La Cassazione ha confermato le pronunzie del primo grado e del grado di appello, operando una attenta e dettagliata ricostruzione dei principi generali che regolano l’istituto della riserva e della sua tempestività.
 
La Suprema Corte ha evidenziato che nel nostro ordinamento vige la regola per la quale sono soggette all’onere di tempestiva iscrizione della riserva (a pena di decadenza) non solo le richieste inerenti partite di lavoro eseguite (es. loro omessa o errata contabilizzazione), ma anche e soprattutto quelle relative a danni sofferti dall’appaltatore:
  • a causa dell’anomalo svolgimento dell’appalto riconducibile a colpa dell’amministrazione;
  • a causa delle carenze del progetto dell’ente appaltante e conseguenti maggiori difficoltà o altri danni (es. sospensione dei lavori) che esse abbiano determinato;
  • a causa di comportamenti inadempienti, di qualsivoglia genere, della stazione appaltante.
 
In termini più generali la Cassazione puntualizza che l’onere di tempestività della riserva assolve alla funzione di consentire all’amministrazione la costante e tempestiva conoscenza di tutti i fattori (nessuno escluso) che siano oggetto di contrastanti valutazioni tra le parti e siano di conseguenza suscettibili di aggravare il compenso complessivo, ivi comprese le richieste di natura risarcitoria.
 
Su questi presupposti, la riserva deve essere formulata, per qualsiasi fatto potenzialmente produttivo di maggiori oneri, immediatamente dopo l’insorgenza del fatto lesivo, percepibile con la media diligenza, mentre il quantum può essere indicato successivamente qualora all’atto dell’insorgenza del fatto l’appaltatore non avesse gli elementi per determinarlo.
 
In questo quadro rientrano pienamente tutte le richieste di equo compenso e perciò, non soltanto di quello conseguente lo sconvolgimento del rapporto tra le categorie di lavoro dovute a errore progettuale dell’amministrazione, ma anche all’equo compenso spettante all’appaltatore ai sensi dell’art. 1664, comma 2°, cod. civ., allorché per cause idriche, geologiche o simili (e perciò senza colpe dell’amministrazione) la prestazione sia divenuta notevolmente più onerosa.
 
I principi sopra riassunti, e puntualizzati con estremo rigore dalla Suprema Corte, inducono a richiamare l’attenzione degli operatori economici sull’esigenza di formulare riserva tempestivamente, allorché hanno percezione, anche minimale, di qualsiasi evento (nessuno escluso) che possa determinare maggiori oneri a suo carico, ricordando che, ove abbia luogo la decadenza, nessun rimedio giuridico è previsto nel nostro ordinamento a tutela del diritto. 
 
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Letto 4 volte Ultima modifica il Venerdì, 07 Settembre 2018 14:09