DL 87/18 “Dignità”: le proposte ANCE alla Camera dei Deputati

In relazione all’esame, presso le Commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera dei Deputati, del disegno di conversione del DL 87/18 recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, su cui è in corso di svolgimento un ciclo di audizioni, l’ANCE ha inviato una propria nota di osservazioni sui contenuti del provvedimento d’urgenza.
 
Nello specifico, in merito alle norme in materia di lavoro ha evidenziato, in particolare, i seguenti aspetti:
 
  • l’opportunità di non intervenire esclusivamente sulla disincentivazione del ricorso al lavoro a tempo determinato, ma di incentivare, altresì, il ricorso al contratto a tempo indeterminato, con una significativa riduzione del costo del lavoro che grava sulle imprese, riducendo sostanzialmente il cuneo fiscale;
  • la criticità rappresentata dalla reintroduzione delle causali - sia nei contratti di durata superiore a 12 mesi, sia nel caso di rinnovi e di proroghe superiori a detto termine - che desta molta preoccupazione in quanto, in un settore quale quello dell’edilizia, l’indicazione della specifica causale nei contratti a termine, ha generato, negli anni passati, moltissimo contenzioso a causa dell’alternanza delle specifiche fasi lavorative;
  • con riferimento alla disposizione sulla decadenza degli aiuti di Stato legati agli incrementi occupazionali in caso di riduzione dei livelli occupazionali degli addetti all’unità produttiva o all’attività interessata dal beneficio superiore al 10% e, in misura totale, se la riduzione è superiore al 50%, nei 5 anni successivi alla data di completamento dell’investimento, la necessità di una riduzione dell’arco temporale previsto, eccessivamente ampio e gravoso per le imprese, stante la situazione di grave crisi economica che si registra ancora nel settore dell’edilizia, che dimostra come spesso sia stato impossibile programmare e confermare nel medio lungo termine i nuovi assetti occupazionali.
 
Sulle disposizioni di semplificazione fiscale ed in particolare sull’esclusione dallo split payment per i professionisti ha, altresì, rilevato l’opportunità di estendere la soppressione dell’istituto alle imprese delle  costruzioni.
 
Tale meccanismo, infatti, aggrava fortemente l’equilibrio finanziario delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici in Italia, perché impone un costo più alto alle imprese di costruzioni, che realizzano prodotti sui quali si applica un’aliquota Iva ridotta. Inoltre, l’obbligo di fatturazione elettronica, vigente dal 2015 nei rapporti con tutte le PP.AA., dal 1 luglio 2018 per le prestazioni rese da subappaltatori nell’ambito di contratti di appalto stipulati con una P.A. e destinato a diventare vigente per tutti dal 1 gennaio 2019, è considerato già di per sé strumento sufficiente per contrastare l’evasione dell’IVA.
 
Per il dettaglio delle proposte ANCE si veda in allegato la Nota consegnata agli atti delle Commissioni.
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Letto 115 volte Ultima modifica il Venerdì, 20 Luglio 2018 06:48