Si ricorda che Accredia fornisce, sul proprio sito, puntuali indicazioni su come riconoscere le attestazioni valide dei DPI.

Già nel mese di aprile, Accredia ha pubblicato una circolare dal titolo “Circolare Informativa DC N.07/2020 Richiesta di astenersi dall’emettere Attestazioni in Ambiti Volontari per l’immissione sul mercato dei DPI”, con la quale chiede a tutti gli Organismi di certificazione ed ispezione accreditati e accreditandi di astenersi, almeno per tutto il periodo di durata dell’emergenza sanitaria in corso, dall’emettere attestazioni di tipo volontario in quei settori in cui, per immettere prodotti sul mercato europeo, è necessaria una Certificazione emessa da Organismi Notificati per lo specifico prodotto, come ad esempio nel caso dei DPI o dei Dispositivi Medici.

Tale richiesta scaturisce dalla considerazione che, il modo in cui tali attestazioni volontarie sono strutturate (nella maggior parte dei casi facendo ampio uso di riferimenti a norme armonizzate, a Direttive o regolamenti, ed al logo CE, richiamati più o meno ad arte per ingenerare in chi li riceve l’idea di aver ricevuto un Certificato del Tipo valido ai sensi della legislazione Europea vigente) e presentate al mercato, induce confusione nello stesso.

Ciò potrebbe portare anche all’immissione di DPI che non avrebbero i titoli per essere immessi nel mercato dell’unione Europea, in quanto non regolarmente marcati CE ai sensi della legislazione vigente. I dispositivi così “certificati” potrebbero anche non essere adeguati all’uso per cui vengono venduti.

ACCREDIA si è pertanto attivata immediatamente, segnalando la gravità e portata della questione anche alla Commissione Europea.

Si riporta il link per accedere alla pagina di Accredia in cui l’ente fornisce indicazioni su come riconoscere un’attestazione valida: https://www.accredia.it/mascherine/

Si segnala inoltre che, alla fine della pagina web, sono riportati sei esempi di documenti che non sono certificati di conformità di DPI.

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