Consiglio di Stato, Sez. VI n. 5870 del 13 dicembre 2017

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Studio Fusinato
Focus di giurisprudenza a cura di C. Loria, L. Cesaro, A. Fusinato
Consiglio di Stato, sez. VI n. 5870 del 13 dicembre 2017
 
Con la sentenza in esame, il Consiglio di Stato si è pronunciato sulla decorrenza del dies a quo per impugnare l’atto di ammissione alla gara di un concorrente ai sensi del comma 2-bis dell’art. 120 c.p.a., introdotto dall’art. 204, co. 1, lett. b), d.lgs. n. 50 del 2016 nella disciplina del c.d. rito super speciale previsto per l’impugnazione degli atti di esclusione e di ammissione (d)alle procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi e forniture.
 
La pronuncia trae origine dal ricorso presentato da una società, risultata seconda classificata in graduatoria, avverso l’ammissione di altra società risultata poi aggiudicataria della gara avente ad oggetto l’affidamento del servizio di ristorazione in una mensa universitaria.
 
Tale ricorso veniva giudicato irricevibile dal competente T.A.R. per violazione del termine di impugnazione di trenta giorni di cui all’art. 120, comma 2-bis, c.p.a, nonostante il provvedimento di ammissione alla gara dei concorrenti non fosse stato pubblicato sul profilo informatico della stazione appaltante come disposto dall’art. 29 d.lgs. n. 50/2016.
 
Il giudice di primo grado aveva infatti ritenuto di applicare il principio generale, desumibile dagli artt. 41, co. 2 e 120, co. 5 c.p.a., secondo cui il termine per impugnare un provvedimento, nel caso di carenza di una comunicazione formale, decorre dalla piena conoscenza dello stesso.
 
Ebbene, nel caso specifico, l’ammissione della controinteressata alla gara era divenuta nota alla ricorrente sin dal giorno della prima seduta pubblica.
 
In particolare, nel corso di tale seduta, erano state aperte le buste contenenti la documentazione amministrativa prodotta dalle varie imprese, divenendo così note alla società ricorrente quelle circostanze (come la dichiarazione di subappalto e il contratto di avvalimento) che la medesima aveva poi posto alla base dei primi due motivi di ricorso.
 
Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza di primo grado, ritenendo che il comma 2-bis dell’art. 120 c.p.a. non deroghi in alcun modo al generale principio fissato dall’art. 41, co. 2, c.p.a. secondo cui, in difetto di formale comunicazione dell’atto, ovvero per quanto qui interessa – in difetto di pubblicazione sul sito web della committente – il dies a quo per impugnare le ammissioni e le esclusioni decorra comunque dall’avvenuta conoscenza dell’atto.
 
Ciò naturalmente a condizione, precisa il Consiglio di Stato, che, al momento della conoscenza dell’atto di ammissione o di esclusione dalla gara, siano concretamente percepibili i profili che ne rendano evidente la lesività per la sfera giuridica dell’interessato.
 
Il principio affermato dal Consiglio di Stato appare assolutamente in linea con la finalità acceleratoria perseguita dal Legislatoremediante il rito super speciale il quale, come noto, persegue lo scopo di dare certezza in ordine alla platea dei soggetti definitivamente ammessi alla valutazione della offerta.
 

Pertanto, l’esaminata pronuncia è perfettamente coerente con tale quadro normativo diretto a garantire che i possibili ricorsi avverso le esclusioni e le ammissioni vengano esperiti (e decisi) nel più breve tempo possibile.

 
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Letto 21 volte Ultima modifica il Venerdì, 13 Aprile 2018 14:19